con Luigi Fraschini e Pani Galeazzi
C’è un argomento singolare, per quanto importante, nella storia della mentalità collettiva; la morte, il suo significato nella società, il posto che essa occupa nel modo di sentire di ciascuno di noi. Dagli Egizi a noi, qual è stata l’evoluzione del sentimento della morte? Che tipo di cambiamenti hanno subìto i comportamenti collettivi, dai riti di accompagnamento al posto che essa e i morti occupano nella vita collettiva ?l
Ne parliamo insieme a Luigi Fraschini, dottore di ricerca in filosofia all’Università di Ginevra e a Pani Galeazzi, psicologa analista.
Questo incontro fa parte di un ciclo di appuntamenti dal titolo “Egittomania”. L’egittomania ha una lunga storia europea rintracciabile a partire dal Rinascimento e fino all’Illuminismo e oltre quando le grandi potenze imperiali cercarono di conquistare l’Egitto sia culturalmente che militarmente. L’esotico e l’immaginario dell’antica civiltà egizia rappresentavano per l’Occidente un’evasione dall’uniformità della “vita moderna”; erano il rifugio per le fantasie della borghesia che sognava il misterioso Vicino Oriente. Agli inizi del Novecento, l’egittomania sfociò in un’ondata di esotismo che influenzò cultura, arte e costumi e che contribuì al rilancio della moda dell’Egitto, mai veramente sopita.
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