12/03/2026

con Andrea Penna

L’Egitto spesso venne presentato come luogo di fondamentali esperienze. Un esempio di questa funzione “formativa” dell’Egitto ci è data, ad esempio, dall’opera teatrale di Mozart Il flauto magico. Il culto della civiltà egizia divenne un vero e proprio fenomeno di massa e costume. Un notevole impulso al revival egiziano avvenne a distanza di molto tempo nel 1870, anno nel quale ci fu la prima rappresentazione di Aida, l’opera in quattro atti di Giuseppe Verdi, commissionata per festeggiare l’apertura del Canale di Suez.

Ne parliamo insieme ad Andrea Penna, musicologo che collabora con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Teatro alla Scala e altre importanti istituzioni musicali.

Questo incontro fa parte di un ciclo di appuntamenti dal titolo “Egittomania”. L’egittomania ha una lunga storia europea rintracciabile a partire dal Rinascimento e fino all’Illuminismo e oltre quando le grandi potenze imperiali cercarono di conquistare l’Egitto sia culturalmente che militarmente. L’esotico e l’immaginario dell’antica civiltà egizia rappresentavano per l’Occidente un’evasione dall’uniformità della “vita moderna”; erano il rifugio per le fantasie della borghesia che sognava il misterioso Vicino Oriente. Agli inizi del Novecento, l’egittomania sfociò in un’ondata di esotismo che influenzò cultura, arte e costumi e che contribuì al rilancio della moda dell’Egitto, mai veramente sopita.


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