Per partecipare basta seguirci in live Instagram mercoledì 9 aprile alle ore 19:00.
Insieme a noi saranno presenti anche Giulia (@giulia_ciarapix su Ig) e Nello (@nello_di_coste).
Vi aspettiamo!
Il sabato, la domenica e i festivi non si garantisce l’ingresso in mostra senza prenotazione.
Il sabato, la domenica e i festivi non si garantisce l’ingresso in mostra senza prenotazione.
Via XXIV Maggio 16, 00187 - Roma
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+39 02 92 89 77 22
[email protected]
Siamo aperti dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso ore 19:00).
Sabato, domenica e festivi apertura anticipata alle ore 9:00.
Si consiglia vivamente la prenotazione nel weekend!
Il sabato, la domenica e i festivi non si garantisce l’ingresso in mostra senza prenotazione.
Per partecipare basta seguirci in live Instagram mercoledì 9 aprile alle ore 19:00.
Insieme a noi saranno presenti anche Giulia (@giulia_ciarapix su Ig) e Nello (@nello_di_coste).
Vi aspettiamo!
con Antonella Romano e Elisa Andretta
SOLD OUT
Fu proprio la conquista romana dell’Egitto l’accadimento che aprì la strada europea all’importazione di antichità dalla terra del Nilo, molti secoli prima della nascita dei musei europei. Nel complesso, verso la metà del IV secolo a.C., Roma poteva vantare numerosi obelischi e una grandissima varietà di sculture. Singolare è che questi monumenti presenti a Roma costituirono per l’Occidente l’unica fonte visiva dell’arte e della cultura egizia fino al XVIII secolo. La Roma pontificia, rinascendo sulle rovine della capitale di un Impero Romano affascinato dall’Egitto, integrò l’importanza monumentale e intellettuale del mondo e della civiltà plurimillenaria del Nilo.
incontro con Divina Centore e Caterina Visco
Nel 1350 a.C., sotto il sole ardente di Tebe, brilla una gemma nascosta: il giardino di Nebamun, alto funzionario del tempio di Amon. Qui, palme da dattero, fichi, alberi di persea, ninfee e papiri riflettono il potere e la ricchezza del proprietario. Gli splendidi giardini di Nebamun costituiscono un aspetto ancora poco conosciuto della civiltà egizia. Eppure, resti archeobotanici, testi antichi e pitture sfidano l’immagine arida e desertica del Paese e ci mostrano come gli antichi egizi sapessero ideare giardini e orti incantevoli che regalavano cibi, preziose materie prime e medicamenti, avevano profondi significati simbolici e tramandavano storie meravigliose.
con Luigi Fraschini e Pani Galeazzi
SOLD OUT
C’è un argomento singolare, per quanto importante, nella storia della mentalità collettiva; la morte, il suo significato nella società, il posto che essa occupa nel modo di sentire di ciascuno di noi. Dagli Egizi a noi, qual è stata l’evoluzione del sentimento della morte? Che tipo di cambiamenti hanno subìto i comportamenti collettivi, dai riti di accompagnamento al posto che essa e i morti occupano nella vita collettiva ?l
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