08/05/2012

A differenza di Tiziano e Veronese, Tintoretto si confrontò raramente con gli dèi dell’Olimpo classico. Quando accadde, il pittore non rinunciò alla sua fortissima istanza etica, che finì anche in queste opere per superare quasi la componente estetica e allegorica. Jacopo mira a responsabilizzare sempre colui che osserva l’opera, coinvolgendolo nella meccanica dell’accadimento, per quanto favolistico esso possa essere, mettendo a nudo, talvolta impietosamente, gli ingranaggi dell’accadimento e il ruolo degli “immortali” protagonisti.
L’incontro si è tenuto mercoledì 28 marzo 2012